C’è bisogno di pace nella vita di ogni persona. Non è il mondo ad aver bisogno di pace, ma le persone. Quando le persone nel mondo troveranno la pace dentro di loro, il mondo sarà in pace. La pace deve essere sentita nella vita di ogni persona, la pace che noi stiamo cercando è già dentro di noi. Essa è nel cuore, che aspetta di essere sentita”.

Prem Rawat parla di pace, viaggiando per il mondo da oltre 40 anni, ispirando chi lo ascolta con il suo punto di vista unico e la sua saggezza. Il suo messaggio è semplice e profondo. Le sue parole sono spontanee, ricche di ispirazione e profondità. E oggi hanno conquistato il cuore di un pubblico vastissimo e il riconoscimento delle Istituzioni.

Come riconoscimento del profondo impatto che il suo messaggio ha sulle persone e per il suo contributo a favore di una maggiore comprensione della pace nel mondo ha ricevuto il titolo di Ambasciatore di ambasciatore di Pace.

 

LO STRUMENTO PERFETTO: IL CORPO UMANO

“C’era una volta uno strumento musicale perfetto.

Quando lo si suonava, produceva il suono più bello possibile.

Poi la gente iniziò a guardare strumenti “nuovi e diversi” ed invitò altri musicisti a venire a suonare.

I musicisti arrivarono e portarono i loro tamburi, i loro flauti e le loro chitarre.

Presto nessuno seppe più come suonare questo strumento molto particolare, e la gente iniziò a chiedersi “Ma che cos’è questo strumento?”

Era bello e accendeva la loro curiosità, ma lentamente iniziò ad accumulare polvere in quanto veniva ignorato e si era scordato.

Poi un giorno arrivò qualcuno che disse: “Perché avete messo da parte lo strumento più bello?”

La gente lo guardò chiedendosi: “Quale strumento? I tamburi sono tutti accordati, i flauti vanno bene, i violini sono perfetti, il pianoforte è accordato”.

Egli disse: “Non vi ricordate di quello strumento? E’ grazie a questo strumento che vi siete interessati alla musica, che avete costruito questo posto e vi siete radunati per ascoltarlo.

Ora che la vostra curiosità vi ha portato a cose nuove e diverse, lo ignorate”.

Loro chiesero: “Ma cos’è che rende tanto speciale questo strumento?”

L’uomo disse: “Fatemelo mostrare”. Egli pulì lo strumento e questo iniziò a splendere.

Noi dimentichiamo. Vediamo solo lo sporco in superficie.

La persona che sa è in grado di vedere al di là dello sporco. Riesce a ripulire la polvere ed a rinnovare la sua bellezza, la sua scintilla, il suo fascino, la sua gloria.

Poi fece la cosa più importante – lo accordò. Se lo strumento deve suonare bene, dev’essere accordato.

Dopo averlo accordato, lo restituì alla gente e disse: “Ora suonate voi”.

Ed essi dissero: “Non sappiamo come suonarlo”.

Egli disse: “Strimpellate e inizierà a suonare. Ascoltate e sentirete”.

Quando iniziarono a suonare, furono affascinati dal bel suono. Ecco uno strumento che riusciva veramente a toccare il cuore.

E quale è questo strumento? Siete voi.

Nella vostra corsa verso cose nuove e diverse, avete dimenticato voi stessi.

Tutto ha a che fare con il fascino del “nuovo e diverso”, tranne questo strumento, questa vita. Tranne questo cuore.

Ogni altra cosa è prioritaria. Dal mattino alla sera, voi dite: “Devo fare questo. Devo fare quello”. Vi trovate in qualche punto di quella lista? Al numero 10? 20? 100?

No. In nessun punto.

Quando questo strumento sarà accordato ed inizierete a suonare, sentirete una melodia, la melodia del respiro che giungerà a voi. E’ molto semplice.

Quello che state cercando, di cui avete bisogno, è dentro di voi, ma a causa della noncuranza, è scordato.

Quando verrà accordato, sarete in grado di gustare il potenziale di quello strumento.

Questa è la vostra vita. Trovate quella soddisfazione.

Questo lo dovete a voi stessi.

Se volete essere ricchi, iniziate da voi stessi.

Il primo debito che dovete ripagare è il debito nei confronti del cuore, la sua richiesta, il suo voler essere esaudito.

Non è una grande richiesta. E’ semplice. Esauditevi.” [1]

Prem Rawat


Uno dei profondi motivi della nascita di Sapere. Il Sapore del Sapere,  è che “il corpo è lo strumento perfetto per suonare la musica perfetta” e, proprio per questo motivo, considero così reale e preziosa questa storia raccontata da Prem Rawat (per maggiori informazioni: www.wopg.org)

Anche nell’infinitamente piccolo, ogni cosa in movimento genera un suo particolare suono, troppo debole per poter essere ascoltato a orecchio nudo: gli organi, le cellule del corpo umano, il DNA, il materiale genetico e cellulare, entrano in risonanza e interagiscono con l’energia che le circonda, funzionando come delle microantenne capaci di ricevere e trasmettere frequenze.

Nel 2007 è stata annunciata l’avvenuta registrazione del suono del DNA, incluso quello umano, compreso tra le frequenze udibili dall’orecchio. La musica o il suono del DNA, i cui 64 codoni alla base del codice genetico sono stati anche accostati dalla medicina complementare ai 64 esagrammi dell’I-Ching.

Il “suono della vita” è stato registrato per la prima volta da un’ équipe di ricercatori italiani e statunitensi guidata da Carlo Ventura, docente di biologia nonché caro amico, e dal fisico James Gimzewski dell’Università di Los Angeles.

Oggi, finalmente, l’intuizione che le frequenze sonore possano influenzare il DNA ha un fondamento scientifico.

Si è arrivati a pensare che si possa arrivare a comprendere i diversi suoni emessi e a sperimentare suoni per impartire precisi ordini, al fine di istruire la cellula a svolgere specifici compiti. A questo punto i ricercatori vogliono sfruttare questa proprietà nel campo delle cellule staminali.

Nel corso di un’ intervista audio a Carlo Ventura, realizzata da Margherita Fronte, è possibile ascoltare diversi suoni del DNA del lievito. La cosa che affascina e stupisce di questo suono ancora fruibile è la sua armonia che viene a mancare con la morte del lievito, quando il suono si fa caotico rumore bianco (più noto come rumore o fruscio di fondo, insieme indistinto di frequenze incorrelate).

Il movimento del DNA, a causa della sua particolare forma, genera frequenze sonore che variano a seconda di ciò che le cellule stanno facendo.

È stata notata, inoltre, una differenza di suono tra cellule sane e cellule malate, riscontrabile nella presenza di melodia armonica nel primo caso, che si trasforma in frequenze dissonanti e incorrelate nel secondo caso, generando quello che è comunemente definibile un rumore.

Dunque, l’assenza di armonia indica una possibile insorgenza di un problema di salute.

Infatti, dentro di noi esiste, purtroppo, una guerra e il corpo ne è il campo di battaglia. Il nostro sistema immunitario infatti ogni giorno e in ogni attimo della nostra vita deve difendere e “salvare” il corpo.

Alcuni medici e professionisti della salute, tra cui  Carlo Ventura e gli amici, Pier Mario Biava e Attilio Speciani, ormai da otto anni hanno sposato il messaggio di Sapere. Il Sapore del Sapere intervenendo ai convegni e portando, con i loro consigli, la loro ricerca e i loro preziosi insegnamenti, un messaggio di pace nel nostro corpo, per placare la musica dissonante e, se possibile, recuperare la salute di tutti gli organi.

Il mio intervento, non a caso, precede quello di Pier Mario Biava: la sua relazione e i suoi studi ci portano oggi nel mondo delle cellule e potremo ascoltare, finalmente, la musica perfetta che è sempre presente nel nostro corpo e inudibile ad orecchio umano.

In ogni attimo della nostra vita miliardi di cellule ascoltano tutto quello che facciamo, che diciamo, che pensiamo e, quindi la nostra scelta influenza e coinvolge tutto il nostro essere.

La nostra salute psico-fisica dipende dalle scelte che noi compiamo in ogni istante.

Ecco perché quando la vita diventa una sfida continua e dobbiamo prendere delle decisioni è solo attraverso uno stato di calma che possiamo percepire le priorità e fare la scelta giusta.

La calma non ha origine nella testa, proviene da un solo posto che è dentro di noi: è per questo motivo che dobbiamo restare immobili per ascoltare la voce del nostro cuore e la saggezza che ci appartiene da sempre.

Dunque dobbiamo prendere coscienza dell’irripetibilità e unicità di ogni attimo della vita, che dovrebbe essere vissuta nella perfezione della nostra consapevolezza e del suo suono cellulare, accordando in ogni momento qualsiasi vibrazione dissonante e disarmonica si presenti alla nostra coscienza.

Non è facile, ma almeno possiamo provarci!

Solo così potremo riprendere in mano la nostra vita, la nostra salute e la salute del pianeta.

Voglio concludere con una breve citazione di Kahlil Gibran, tratta dal libro “Il Profeta. Il Giardino del Profeta”[2], che ha ispirato e ispira quotidianamente il mio percorso di vita e di lavoro.

Rossella de Focatiis – Presidente Sapere Academy

 


“E un uomo disse:

Parlaci della Conoscenza.

E lui rispose dicendo:

Il vostro cuore conosce nel silenzio

I segreti dei giorni e delle notti.

Ma il vostro orecchio è assetato

Del rumore di quanto il cuore conosce…”

 Khalil Gibran


[1] Discorso di Prem Rawat tratto dal sito http://www.wordpaint.com/http://www.wordpaint.com/prem-rawat/it/exquisite.htm

[2] Kahlil Gibran Il Profeta. Il giardino del Profeta, Arnoldo Mondadori spa, Milano, 1990 pag.69