In passato l’uomo era un forte consumatore di frutta e di verdura, che erano cibi abbastanza facilmente reperibili senza doversi esporre ai rischi della caccia agli animali. Progressivamente il consumo di frutta e verdura si è ridotto a favore di cibi con elevata densità calorica quali dolciumi, carboidrati vari e carni, alimenti spesso fonte di un elevato quantitativo di grassi saturi e scarsamente dotati di fibra alimentare e dei micronutrienti quali vitamine e polifenoli. E’ ormai risaputo che una corretta alimentazione è assai importante per preservare e mantenere la salute. In particolare è fondamentale ridurre la quantità di grassi saturi forniti con la dieta, poiché essi sono fortemente colesterigeni e dunque favorenti i processi aterosclerotici, senza contare che aumentano notevolmente il rischio dell’obesità e del sovrappeso. Molto importante è poi un’abbondante ingestione di fibra alimentare, che influenza certamente la quantità di cibo ingerito, la densità calorica degli alimenti, il tempo di masticazione, la palatabilità del cibo, la distensibilità dello stomaco e dell’intestino e l’assorbimento intestinale dei lipidi. Le fibre alimentari, aumentando il tempo di masticazione ed il volume del cibo senza incremento del contenuto calorico, possono avere una positiva influenza sulla sensazione di sazietà. A parte la positiva influenza della dieta ricca di fibre alimentari su due frequenti ed importanti complicanze metaboliche come il diabete e l’iperlipidemia, è interessante valutare l’effetto di riduzione  della secrezione di insulina da parte delle fibre alimentari. Va ricordato che l’iperinsulinismo, oltre a favorire il deposito di acidi grassi nel tessuto adiposo, aumenta anche il senso di fame. Pertanto va incrementato il consumo di cibi ricchi di fibra vegetale, in particolare la verdura, la frutta e i cibi integrali in genere. Indispensabile è poi abolire cibi particolarmente ricchi di grassi saturi quali il burro, le uova, lo strutto, il lardo, la margarina, le arachidi, il fegato, la cervella e tutti i tipi di dolci, tranne il miele, le marmellate, i canditi e quelli preparati in modo tale da usare quantità molto scarse di grassi saturi. Vanno eliminati i condimenti a prevalente contenuto di grassi saturi, come ad esempio il ragù di carne, la maionese, la salsa di noci e altri preparati utilizzando cibi vietati già citati precedentemente. Ovviamente sarà fondamentale il metodo di cottura dei cibi, che deve escludere l’utilizzo dei grassi precedentemente descritti ma anche degli oli vegetali utilizzati per friggere, poiché in tal modo ne vengono snaturate le caratteristiche positive, quali ad esempio il basso contenuto di grassi saturi e l’alta concentrazione di grassi insaturi. Per utilizzare i loro benefici tali oli vegetali devono invece essere utilizzati a freddo.

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A cura del Dott. Antonello Sannia, Presidente SIMN – Società Italiana Medicina Naturale e docente di Sapere Academy