Medicina naturale e preventiva a difesa dell’uomo

 

Relatori: Prof. Giuseppe Di Fede, Roberto Colombo, Prof. Federico Licastro, Prof. Francesco Abela, Prof. Damiano Galimberti, Prof. Luciano Pecchiai,  Dott. Federico Ronchi

 

Data: venerdì 23 febbraio 2007

Orario: dalle ore 14.30 alle ore 18.30 – Registrazione Pubblico ore 14.00

Location: Palazzo dell’Unione CTSP – Corso Venezia 49, Milano

 

Questi e molti altri argomenti verranno affrontati dagli illustri relatori che parteciperanno al Convegno:

Prof. Giuseppe Di Fede e Roberto Colombo – Stile di vita, stress ossidativo, vecchiaia: dalla diagnosi alla cura

Il problema relativo al ruolo dei RL in Medicina, è uno degli aspetti più interessanti della patologia molecolare della cellula.
Aiuto: controllo GENETICO, già REALTA’, della morfologia e della biochimica cellulare, Fisiopatologia del bilancio ossido-riduttivo, FARMACOGENOMICA NUTRIGENOMICA terapie mirate al singolo paziente.

Prof. Federico Licastro – Profili di rischio genetico pro infiammatorio: un contributo per la prevenzione della demenza o dell’infarto del miocardio

Profilo genetico pro infiammatorio per la determinazione del rischio individuale di sviluppare il decadimento cognitivo e la demenza senile dopo i 60 anni
La malattia di Alzheimer (MA) è la principale causa di demenza e di decadimento cognitivo nella popolazione anziana. La malattia si manifesta con la perdita di neuroni e di sinapsi e con la deposizione extracellulare di sostanza amiloide e intracellulare di matasse neurofibrillari.  Queste alterazioni sono ritenute essenziali per la diagnosi della malattia e hanno effetti tossici sulle cellule neuronali che progressivamente muoiono.  La progressiva perdita di sinapsi e neuroni ha col tempo come conseguenza la comparsa di alterazioni della memoria, delle capacità cognitive e del comportamento. Altri meccanismi contribuiscono alla morte neuronale, quali ad esempio un’iperattivazione delle cellule microgliali cerebrali che produco sostanze con attività pro-infiammatoria.

Prof. Francesco Abela – Il benessere dell’organismo a partire da una corretta funzionalità intestinale

La microflora intestinale efficiente rappresenta uno dei più preziosi alleati per la salute ed il benessere dell’uomo.
Ai batteri “amici” si attribuiscono numerose proprietà come la capacità di favorire la digestione e l’assorbimento intestinale dei nutrienti e quella di regolare il sistema immunitario, oltre ai ben più noti effetti antimicrobici ed anticolesterolemici.
I batteri “amici” sono inoltre importanti perché sintetizzano molte vitamine, tra cui la B2, la B6, la B12 e la K (vitamina antiemorragica). La composizione della microflora intestinale non è sempre uguale ed in effetti essa varia a seconda dell’età dell’individuo.

Prof. Damiano Galimberti – Alimentazione e invecchiamento

Parlare di alimentazione e invecchiamento è come affacciarsi  ad un mondo variegato e complesso, in quanto i cibi vengono direttamente ad interagire con i meccanismi biochimici che sottostanno alla vita stessa del nostro organismo. Non è sbagliato affermare che “noi siamo quello che mangiamo”… Infatti il nostro organismo forzatamente deve utilizzare le molecole, i substrati energetici, i micro e i macronutrienti che gli andiamo a fornire, così da poter far fronte a tutte le sue necessità metaboliche. L’alimentazione è vita. Come tale può contribuire ad una vita qualitativamente migliore e più longeva o, viceversa, favorire un più precoce decadimento della propria salute sia fisica che psichica.

Prof. Luciano Pecchiai –  Come risolvere secondo l’Eubiotica il deficit della concentrazione e della “memoria breve”

E’ ormai particolarmente diffuso, anche tra i giovani, un deficit della capacità di concentrazione. Negli anziani si aggiunge un deficit cognitivo della memoria dei fatti recenti. Quest’ultimo evento, che caratterizza spesso il “nonnetto un po’ svampito”, può arrivare in alcuni casi alla “demenza senile” e addirittura alla sindrome di Alzheimer.
Questa sindrome, che aumenta costantemente dopo i 65 anni, colpisce il 20-30% degli ultra-ottantenni e il 50% oltre i novantanni.

Dott. Federico Ronchi – Ridiamoci un sorriso

L’invecchiamento della parte inferiore del viso passa anche attraverso la perdita degli elementi dentali e le modificazioni che ne conseguono. Quando uno o più denti vengono a mancare si osserva, nel tempo, una progressiva migrazione dei denti rimasti che tendono ad inclinarsi verso l’avanti e ruotare sul loro asse. La dimensione verticale della zona orale tende progressivamente ad abbassarsi, in misura proporzionale al numero di punti d’appoggio persi. Dopo un’estrazione l’osso alveolare, cioè l’osso che conteneva e sosteneva il dente stesso, tende a riassorbirsi per mancanza di carico ed utilizzo diventando più basso e sottile. Oggi è possibile prevenire buona parte delle malattie dei denti e delle gengive e patologie quali le parodontopatie, che portavano un tempo alla progressiva perdita di elementi dentali fino alla completa edentulia, possono essere gestite ed arrestate per tempo. Sempre più raro è quindi dover ricorre a protesi totali removibili, cioè alle dentiere.

 

È OBBLIGATORIA LA PRENOTAZIONE. Posti limitati

 

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