Hara-Kiri.

 

 

Per gli occidentali, il termine « hara kiri » evoca l’immagine di una morte data a se stessi in maniera stoica e dolorosa. Per i Giapponesi, questo tipo di suicidio dimostra le più alte virtù di coraggio, onore e disciplina. Il nome tradizionale dell’« hara kiri » è « seppuku », e l’autore, dallo studio diretto di antichi documenti, ha ricavato interessanti notizie circa questo singolare uso, nonché sui complicati rituali che circondano la cerimonia.

 

L’intento principale di questo libro è quello di approfondire l’atmosfera storico-sociale dell’hara kiri, it quale, sviluppatosi durante il periodo feudale, venne istituzionalizzato come parte integrante della disciplina dei samurai, la classe dei guerrieri. Pur essendo un suicidio volontario, il seppuku veniva spesso offerto come forma di riparazione onorevole, anche se necessaria, a delitti che avrebbero meritato la pena di morte,e col tempo dette la sua impronta anche al Bushido.

 

Ancora oggi, per cancellare l’onta del disonore che potrebbe abbattersi sull’intera famiglia, per espiare una colpa o per far fronte ad un rovescio di fortuna, alcuni giapponesi di grande coraggio non esitano a ricorrere al seppuku, squarciandosi il ventre con una lama così come facevano i loro nobili antenati.

Jack Seward

 

 

John Neil “Jack”  Seward Jr. (Ottobre 11, 1924 – Novembre 10, 2010) fu un veterano della Seconda Guerra Mondiale assegnato all’informazione militare nel 1941 per la sua conoscenza del Giapponese in un periodo in cui pochi Americani sapevano la lingua. Dopo la guerra, Seward continuò il suo lavoro sulla conoscenza in Giappone, durante l’occupazione Alleata. Dopo il suo periodo nei militari e, successivamente, la CIA, lavorò con numerose compagnie e diventò uno scrittore prolifico. Alcuni dei suoi 45 libri, in Giapponese e Inglese, sono utilizzati tutt’oggi. Gli venne conferito l’Ordine del Sacro Tesoro nel 1986 per i suoi sforzi nella diffusione di conoscenza della cultura e lingua Giapponese.

 

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