Dalla parte di Adamo.

L’infertilità maschile tra opportunità di cura e vissuto individuale

 

Relatori: Dott. Giovanni Colpi, Dott.ssa Cristiana D’Orsi, Dott.ssa Stefania Piloni, Prof. Antonio Bertoli

 

Data: sabato 03 dicembre 2011

Orario: dalle ore 14.00 alle ore 18.30 – Registrazione Pubblico ore 13.30

Location: Sala Conferenze – Centro Servizi Banca Popolare di Milano Via Massaua 6, 20146 Milano

 

Questi e molti altri argomenti verranno affrontati dagli illustri relatori che parteciperanno al Convegno:

Dott. Giovanni Colpi – Calo delle nascite e prevenzione sociale e individuale dell’infertilità maschile

I dati ISTAT più recenti indicano un progressivo declino demografico in Italia dagli anni ’60 ad oggi, con un tasso di nati vivi che è passato da oltre un milione/anno all’attuale valore che oscilla tra i 500.000 e i 550.000 nati vivi/anno.
A questo fenomeno concorrono diversi fattori: in primo luogo, l’età media di ricerca del primo figlio nella società occidentale si è progressivamente spostata in avanti e, in generale, per le donne italiane l’età media al primo parto è di 31,7 mentre per le donne lombarde è di 32,4 anni. Il fattore età è di cruciale importanza per la fertilità femminile che tra i 31 ed i 35 anni si riduce del 25% e addirittura di oltre il 50% tra i 36 ed i 40 anni. Inoltre, la percentuale di aborto aumenta esponenzialmente dopo i 35 anni passando dal 20% ad oltre il 50-60% tra i 40 ed i 45 anni. Anche la fertilità del maschio si riduce con l’età ed il numero totale di spermatozoi mobili passa in media dai quasi 70 milioni prima dei 30 anni a 30-40 milioni dopo i 40-50 anni.

Dott.ssa Cristiana D’Orsi – Infertilit♂: pensieri e emozioni al maschile

Lo stato di infertilità richiama temi legati alla genitorialità, alle funzioni paterne e materne “moderne”, al significato della procreazione che può non essere più garantito a priori. L’impedimento biologico risuona come ingiustizia non solo ingiustizia biologica ma anche personale: perché proprio a me, a noi?La facilità al concepimento è spesso messa in discussione e appare un atto che incontra un limite, una impotenza, una nuova disabilità.
Parlare di infertilità maschile è infrangere un tabù: per secoli e ancora in molte culture la difficoltà procreativa è femminile, come del resto tutta la ginecologia e ostetricia parla al femminile.

Dott.ssa Stefania Piloni – Curare la sterilità di coppia: terapie ormonali e medicina naturale

Ogni donna e ogni coppia hanno una storia unica e irriproducibile. La persona giusta al momento giusto è quanto ognuno vorrebbe augurarsi. Purtroppo non è così semplice e diventare genitori può essere un progetto che ci riguarda tardi nella vita o a una scadenza non prevista.
Per questo è importante conservare il nostro patrimonio fertile il più a lungo possibile sano e funzionale, evitando abitudini e stili di vita sbagliati che possano svigorirlo. Questa responsabilità è degli uomini e delle donne, di tutti i futuri candidati genitori, di chi conserva e culla nel cuore il sogno di diventare genitore.

Prof. Antonio Bertoli – Focus Letterario

Un individuo è collegato – oltre che alla sua esperienza biografica – alla sua famiglia, in secondo luogo alla società in cui nasce e alla cultura di cui fa parte, e in terzo luogo alla specie biologica cui appartiene. Pur conoscendo questo dato di fatto, si sono sempre considerati i problemi solo in relazione alla persona che ne soffre, come se fossero delle entità autonome e se una persona fosse isolata da tutto il resto. Così l’insoddisfazione, l’impossibilità di buoni rapporti, i problemi di lavoro, di coppia, la depressione, le malattie fisiche, tutto viene preso a sé stante, come singolo e specifico problema di una persona, della sua singola vita e biografia. Eppure questo individuo ha appunto una famiglia, appartiene a una cultura e a una società, appartiene a una specie biologica: c’è una relazione stretta e inequivocabile tra tutte queste entità, una relazione sistemica che determina ciascuna di esse e in particolar modo la vita del singolo individuo, e quindi tutti i problemi che lo affliggono. Queste relazioni sono inconsce e proprio per questo difficilmente individuabili, ma portarle a livello di coscienza è indispensabile per uscire dal circolo vizioso del malessere e della stessa malattia fisica: come diceva Jung, infatti, “tutto ciò che non sale a livello di coscienza diventa un destino”.

 

È OBBLIGATORIA LA PRENOTAZIONE. Posti limitati

 

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