Nutrigenomica, Nutraceutica, Nutriterapia e Nanotecnologie:

chiave di volta per il benessere

 

Relatori: Dott. Pier Mario Biava, Dott. Giuseppe Di Fede, Dott. Damiano Galimberti,  Dott. Luca Speciani,  Dott. Fabrizio Tonna, Prof. Carlo Ventura

 

Data: venerdì 14 ottobre 2011

Orario: dalle ore 14.00 alle ore 18.30 – Registrazione Pubblico ore 13.30

Location: Sala Conferenze – Centro Servizi Banca Popolare di Milano Via Massaua 6, 20146 Milano

 

Questi e molti altri argomenti verranno affrontati dagli illustri relatori che parteciperanno al Convegno:

Dott. Pier Mario Biava – I Fattori di differenziazione delle cellule staminali come prodotti nutraceutici nel trattamento delle malattie tumorali

I fattori di differenziazione delle cellule staminali estratti dall’embrione di Zebrafish vengono utilizzati in oncologia per migliorare il performance status, la qualita’ della vita ed aumentare possibilmente la sopravvivenza sulla base razionale dimostrato dalle ricerche piu’ recenti. Queste individuano nelle cosidette cellule staminali tumorali la vera causa della malignita’ dei tumori. Dette cellule infatti sono resistenti alla chemio e radioterapia, metastatizzano ed in ultima analisi sono le responsabili della morte dei pazienti: esse pero’ possono essere in qualche modo riprogrammate con sostanze biologiche ed in particolare con i fattori che differenziano le cellule staminali normali.

Dott. Giuseppe Di Fede – Il ruolo della genetica nella nutrizione

Ippocrate di Cos (450.a.C) affermò che gli alimenti sono in grado di influenzare l’organismo e pertanto una dieta errata viene ad avere uno stretto rapporto con la genesi di alcune malattie.
Epicuro di Samo (341 a.C.) affermo che l’uomo è ciò che mangia ed ancora le medicine tradizionali, indiana e cinese, sostengono che non esiste un’alimentazione sana in assoluto, ma l’alimento deve essere considerato adatto per ciascun organismo vivente.
La Genomica Nutrizionale ha ricondotto a valorizzare tali antiche intuizioni, sia per il fatto che ogni individuo ha una propria individualità biochimica ed anche perché i geni della doppia elica del DNA si esprimono differenziando la loro attività genetica per poter regolare il metabolismo dei vari organi del nostro sistema vivente.

Dott. Damiano Galimberti – Nutrigenomica come il proprio genotipo influenza ed è influenzato da nutrizione e stile di vita. La nuova frontiera dei test di suscettibilità genetica

La scienza della nutrizione ha lo scopo di capire il ruolo dei nutrienti e di altri componenti della dieta nello stato di  salute o malattia dell’uomo lungo tutto il ciclo di vita. Si basa sulle cosiddette “conoscenze di base”: caratterizzazione dei nutrienti, biochimica e fisiologia del loro metabolismo, delle vie di segnale e del loro ruolo nell’omeostasi dell’organismo. Studia gli errori del metabolismo, presenti fin dalla nascita, anche in termini di semplice suscettibilità ed, infine, si occupa della comprensione dei primi meccanismi di interazione gene-nutriente.

Dott. Luca Speciani – Quanto conta la genetica nel sovrappeso e nelle patologie correlate (diabete, colesterolo, ipertensione, ipotiroidismo)?

Si parla molto oggi di genetica, talvolta a proposito, spesso a sproposito. Sembra che la genetica determini tutto, quando invece determina soprattutto delle propensioni e delle predisposizioni, che vanno poi confermate o tenute sotto controllo attraverso interventi sullo stile di vita o sull’alimentazione.
Una malintesa alleanza tra medicina e farmacologia tende a trasformare una predisposizione genetica in una prescrizione certa di un farmaco, sia a scopo preventivo che curativo. Non potrebbe esservi nulla di più errato. Chiunque sappia di avere una predisposizione genetica deve sapere di essere più esposto ad una determinata patologia, e dunque deve mettere in atto delle azioni preventive in modo precoce rispetto a chi tali predisposizioni non le ha.

Dott. Fabrizio Tonna – Nanotecnologie e biosensori nel monitoraggio e controllo della qualità agroalimentare

La nanotecnologia è la manipolazione di atomi e molecole su “nanoscala” (un nanometro è circa un milione di volte più piccolo del diametro di una capocchia di spillo). A livello di nanoscala, i materiali possono essere “adattati” in modo da presentare qualità che possono essere sfruttate per realizzare dispositivi e sistemi più veloci, leggeri, robusti ed efficienti, oltre che nuove classi di materiali. Si prevede che tale tecnologia influirà su ogni aspetto della nostra esistenza, compresa l’assistenza sanitaria, i computer, gli articoli di consumo, l’energia, la difesa e gli alimenti.

Prof. Carlo Ventura –  “La vibrazione Mutante: nanotecnologie, sonocitologia e “live cell Interferometry”, dalla dimensione submolecolare allo stato di salute e al destino cellulare”

A livello submolecolare, tutte le cellule del nostro organismo sono in ultima analisi formate da quanti di energia in continuo movimento. Su questa semplice base teorica, non sarebbe del tutto fuori luogo pensare che le stesse cellule siano percorse da continue vibrazioni. Sempre su base speculativa, si potrebbe anche immaginare che, poichè le vibrazioni producono suoni, sarebbe addirittura possibile “udire” il suono di una cellula vivente. Queste proposizioni, apparentemente astratte, avrebbero in sé potenzialità rivoluzionarie nel modo di concepire e studiare gli organismi viventi, se solo ricevessero una conferma sperimentale, anche solo parziale, iniziale.

 

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