OGM: a favore o contro?

 

Relatori: Fiorello Cortiana, Dott. Attilio Speciani,  Dott. Pier Mario Biava,  Dott. Sergio Maria Francardo,  Prof. Piero Morandini, Prof.ssa Marina Mariani

 

Data: venerdì 17 aprile 2009

Orario: dalle ore 14.00 alle ore 18.30 – Registrazione Pubblico ore 13.30

Location: Palazzo Turati – Camera di Commercio, via Meravigli 9/b Milano

 

Questi e molti altri argomenti verranno affrontati dagli illustri relatori che parteciperanno al Convegno:

Fiorello Cortiana – Open source e OGM. Alleanze inedite per la condivisione della conoscenza

Cosa lega un indio amazzonico, che conosce custodisce specie vegetali della foresta contenenti principi terapeutici come hanno fatto per secoli, prima di lui, altri indios, a un avvocato nordamericano che tutela il diritto di tanti sviluppatori di software a condividere, modificare e scambiarsi software? La possibilità e la necessità di una globalizzazione dei diritti, ma anche una contaminazione tra culture. Diverso il caso di  alcune corporation e del loro modo di intendere il modello di relazione con i clienti – utilizzatori di software, caratterizzato da asservimento e dipendenza esclusivi. Anche per questo Microsoft ha dovuto rispondere alla causa antitrust intentata da nove stati americani  e a un contenzioso con l’Unione Europea.

Dott. Attilio Speciani –  Le promesse mancate degli OGM. Perché continuare?

Sugli OGM vi sono una serie di dubbi e di preoccupazioni che possono essere discussi sul piano scientifico. Innanzitutto nessuno ha la certezza che siano utili e buoni, e anche provando a dare per accettato questo aspetto, qualche obiezione logica si alza lo stesso

Dott. Pier Mario Biava – Gli OGM ed il determinismo genetico: una visione ed una pratica non esente da rischi

L’ingegneria genetica non si limita a condurre ricerche a livello sperimentale in laboratorio: spesso i risultati di dette ricerche vengono utilizzati per l’immissione su vasta scala nel mercato di organismi geneticamente modificati, senza che se ne siano studiate a fondo le conseguenze sull’uomo e sull’ambiente.
Così, di fatto, si stanno producendo danni concreti a livello dell’ecosistema, che colpiscono, in particolare, il mondo agricolo, dove l’utilizzo di biotecnologie è infinitamente più facile rispetto al mondo animale. In agricoltura, infatti, l’ingegneria genetica ha messo a segno qualche successo: basandosi sul fatto che le cellule delle piante sono relativamente più semplici, con sistemi di regolazione meno sofisticati di quelli degli animali, è stato possibile per i genetisti inserire geni estranei all’interno di cellule vegetali. Le modifiche apportate avrebbero dovuto comportare una serie di vantaggi.

Dott. Sergio Maria Francardo –  La sicurezza degli OGM: riflessioni di un medico sui cibi transgenici

Una prima considerazione è che, nonostante spesso si senta parlare degli Ogm come la soluzione a tanti problemi, bisogna riconoscere che in oltre ventidue anni di esperimenti i transgeni che sono stabilmente utilizzati sono sostanzialmente nell’ambito vegetale per uso alimentare, mentre nella ricerca animale nemmeno un transgene per uso alimentare ha superato la prova del tempo.
Sarebbe onesto riconoscere che si hanno problemi nella modificazione di piante e animali che, invece, si riscontrano in misura minore nel caso dei batteri. Un aspetto su cui conviene meditare seriamente.

Prof. Piero Morandini – Biotecnologie: una questione di caratteri (e di geni)

Nonostante la credenza diffusa, le piante coltivate non sono piante naturali o spontanee che sono sempre esistite come le conosciamo, ma sono opera dell’azione dell’uomo, prima inconsapevole e poi sempre più consapevole, che ne ha modificato profondamente il caratteri e l’insieme dei geni.
Verranno presentate le evidenze per cui le manipolazioni odierne (quelle eseguite tramite ingegneria genetica) non sono da ritenere concettualmente diverse rispetto alle manipolazioni più antiche, ma solo più precise. Verranno brevemente presentati i metodi con cui si sviluppano le nuove varietà e i relativi rischi e benefici.
Qualsiasi rischio possiamo ipotizzare per una pianta transgenica, dobbiamo ipotizzarlo anche per le piante sviluppate con metodi convenzionali. Non così per i benefici, perchè alcune manipolazioni classiche risultano più difficili (ma non impossibili) come ad esempio la creazione di piante resistenti a virus.

Prof.ssa Marina Mariani – Alimenti geneticamente modificati: i motivi del dubbio

I consumatori europei sono, loro malgrado, vittime inconsapevoli di un sopruso che nega loro la possibilità di scegliere cosa mangiare. Gran parte di loro non sa, perché nessuno si è preso la briga di informarli, che la presenza di ingredienti geneticamente modificati non è indicata in etichetta fino a una quantità pari allo 0,9%. Come dire che se in una farina di mais lo 0,9% proviene da mais geneticamente modificato si fa finta di niente e in etichetta si scrive solo “farina di mais”.
Potrebbe sembrare che lo 0,9% sia una quantità molto piccola, invece si tratta di una quantità tutt’altro che trascurabile, specialmente se si pensa che in un ettaro di mais ci sono circa 75.000 piante, e lo 0,9% significa 675 piante e almeno altrettante pannocchie. Non sono poche.
L’unione europea si è premurata si emanare una norma per tutelare i consumatori che soffrono di allergie alimentari imponendo la menzione in etichetta anche di “tracce” di alimenti allergenici. Non ci sono ormai più dubbi sul fatto che gli OGM possano provocare reazioni allergiche, e allora perché non dirlo?

 

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